I LUOGHI

La cornice del Festival è il Lago di Como: una delle anime del Festival di Musica sull’Acqua è la riscoperta dei luoghi meravigliosi che ci circondano, portando la musica in contesti insoliti. 

Cuore della manifestazione è la splendida Abbazia di Piona di Colico insieme ad altri luoghi affascinanti e ricchi di storia come l’Auditorium S. Antonio di Morbegno, la Basilica di S. Nicolò a LeccoVilla Monastero di Varenna, il Forte Montecchio Nord e il Forte di Fuentes a Colico, la chiesa di Santa Maria del Tiglio, a Gravedona, Castel Grumello a Sondrio, il Chiostro e la Chiesa di S. Maria del Lavello a Calolziocorte e l’Hangar Bicocca di Milano.

ABBAZIA DI PIONA
– COLICO –

ABBAZIA DI PIONA – COLICO –

Il complesso architettonico costituente il Priorato di Piona, generalmente conosciuto come Abbazia di Piona, si trova sulla sponda lecchese del lago di Como, nel territorio del comune di Colico. L’abbazia è inserita in un paesaggio di eccezionale e struggente bellezza, sulla punta di una piccola penisola, l’Olgiasca. Era il medioevo più pieno, autentico ed antico quello in cui sorse la primitiva chiesa di Santa Giustina cui seguirà, alcuni secoli dopo, il priorato vero e proprio, con il suo complesso abbaziale, parte di quella rete politicoreligiosa che faceva capo a Cluny ed al suo movimento riformatore. L’architettura del complesso abbaziale rientra nel cosiddetto romanico lombardo con influenze transalpine. In alcuni particolari ci sono degli spunti che fanno pensare al gotico francese di ispirazione cluniacense.

SANTA MARIA DEL TIGLIO
– GRAVEDONA –

SANTA MARIA DEL TIGLIO – GRAVEDONA –

La chiesa di Santa Maria del Tiglio, monumento nazionale, è un edificio sacro che si trova a Gravedona, in provincia di Como.
L’edificio fu eretto alla fine del XII secolo, probabilmente sulle fondazioni di un battistero del VI secolo. L’esterno, a fasce alternate di pietra chiara e scura, ha la singolarità del campanile impostato sul portale d’ingresso, a sezione quadrata nella parte inferiore, ottagonale in quella superiore. L’interno, a vano unico, ha matronei che corrono sui lati e l’abside insolitamente articolata in tre absidale ricavate in spessore di muro. Sulla parete a sinistra dell’ingresso sta un Giudizio Universale trecentesco, sopra l’altare un grande Crocefisso ligneo del XII secolo.

AUDITORIUM DI SANT’ANTONIO
– MORBEGNO –

AUDITORIUM DI SANT’ANTONIO – MORBEGNO –

Il complesso della chiesa e del convento di Sant’Antonio sorge nella omonima piazza da cui diparte la strada che conduce al Passo San Marco. Esso offre al visitatore una felice fusione e sovrapposizione degli stili barocco e rinascimentale.
La prima chiesa sorse nel 1383 e fu intitolata a Sant’Antonio Abate e a Santa Marta. Nel 1457 venne affiancata dal convento dei frati domenicani.
La facciata della chiesa ha dei richiami di stile barocco. Gli elementi principali sono il protiro e il portale realizzati da Francesco Ventretta nel 1517. Ad impreziosirla ulteriormente una Pietà ad alto rilievo e una Natività di Gaudenzio Ferrari. L’interno si sviluppa lungo un’unica navata sormontata da una pesante volta. È ancora possibile ammirare l’abside originale e le otto cappelle affrescate.
Adiacente alla chiesa si trova il convento costituito da due chiostri.

BASILICA DI SAN NICOLÒ
– LECCO –

BASILICA DI SAN NICOLÒ – LECCO –

La Basilica di San Nicolò, patrono della città di Lecco, dei naviganti e barcaioli, sorge in prossimità del lungolago e si erge sui resti della cinta muraria. Sono ancora visibili le mura strapiombanti, che sorreggono il sagrato e si raccordano al torrione circolare quattrocentesco sulla cui base è stata innalzata la torre campanaria neogotica. La facciata dallo stile neoclassico risale al 1774 ad opera di Antonio Maria Fontana. Nell’Ottocento, l’architetto Giuseppe Bovara è intervenuto con un progetto strutturale, che rappresenta l’attuale Basilica. La struttura è a tre navate con cappelle laterali. La navata centrale termina con un’abside semicircolare. Di straordinario valore gli affreschi di scuola giottesca, come l’Annunciazione e la Deposizione. L’unica parte rimasta dell’originaria chiesa duecentesca è la cappella del battistero, che racchiude un fonte battesimale risalente al 1596.

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