XXII Edizione
XXII Edizione
2026 / Civiltà
“Civiltà”, il tema che accompagna questa edizione, è una parola ampia, viva, che ci invita a entrare in dialogo con la tradizione e, allo stesso tempo, a guardare avanti con slancio e visione. Vivere appieno l’essenza della civiltà significa mettersi in ascolto, riconoscere il valore dell’incontro, costruire relazioni capaci di generare futuro.
È civiltà creare un coro aperto a tutti coloro che, pur senza esperienza musicale, desiderano scoprire sé stessi attraverso il dialogo e la condivisione. È civiltà vivere l’incontro con un’orchestra di bambini in cammino insieme alle loro famiglie, nella convinzione che la musica sia un bene prezioso per la crescita di una comunità. È civiltà accogliere giovani di tutto il mondo per dare vita a un’orchestra capace di oltrepassare confini e barriere, credendo profondamente nel valore civile del fare insieme.
La musica mette in movimento: sposta la sorgente sonora, crea onde, genera energie che si propagano come fasci luminosi carichi di emozioni e sentimenti. In questo movimento, il Festival desidera avvicinare generazioni diverse, favorendo un dialogo intimo e profondo come quello che nasce all’interno di un quartetto d’archi.
Il messaggio eterno dei grandi capolavori vive dentro di noi, vicino alla nostra esperienza umana più autentica. “Civiltà” vuole allora essere una possibilità di crescita, attraverso musiche che parlano con forza e profondità al nostro tempo: Respighi, nel centenario della scomparsa, Rameau e Händel, dalla visione armonica intensa e luminosa; Schubert, con le sue profondità nostalgiche e oscure; Pärt, la cui purezza spirituale attraversa ogni sua creazione; Tavener, che dilata lo spazio sonoro; Weinberg, che incide nell’animo con forza drammatica; Vaughan Williams ed Elgar, rivolti al passato ma con sguardi differenti; Poulenc, capace di dare forma con delicata purezza al mondo sonoro dell’infanzia; Matteis, Telemann, von Biber e Bach, le cui fantasie risuoneranno nella natura viva del lago. E infine Beethoven, che con i suoi quartetti per archi ha donato all’umanità un nutrimento inesauribile per i secoli a venire.
In questo incontro profondo con la musica e con gli altri possiamo allora riscoprirci, ritrovare identità, appartenenza e visione. Con questo spirito vi auguriamo un buon Festival!
Francesco Senese
Direttore Artistico del Festival Musica sull’Acqua
Esiste un forte legame fra la Musica del Festival e Civiltà, il tema scelto per l’edizione del 2026; il punto di incontro è Umanità.
Quella che abita insieme un territorio e dà valore allo spazio ospitante.
Quella che respira e si muove allo stesso ritmo, eliminando barriere sociali, di età, di provenienza e costruisce relazioni che si rafforzano nel tempo.
Il Festival musica sull’acqua si fa geografia emozionale, esperienza di condivisione.
Diventa rito collettivo, confronto nell’ascolto e ponte interculturale.
Auguro agli organizzatori, ai musicisti e al pubblico buona musica!
Monica Gilardi
Sindaco di Colico
